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The Millionaire (2008)

martedì 13 gennaio 2009

(Slumdog Millionaire) - UK/USA - Drammatico - 120'
di Danny Boyle

Siamo in India. Il nuovo concorrente della trasmissione "Il Milionario" è il giovane inserviente di un call center cresciuto nelle baraccopoli di Bombay. Inaspettatamente il ragazzo indovina tutte le risposte del quiz suscitando le invidie del presentatore. Sospettato di avere imbrogliato ed interrogato dalla polizia ripercorrerà tutti i momenti della sua breve ma intensa vita ai quali è legata ognuna delle domande alle quali ha risposto.

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E' di ieri la notizia che The Millionaire, ultima fatica del versatile Danny Boyle, ha vinto nientepopodimeno che quattro (dicasi quattro) Golden Globe, tra cui per il miglior film. Boyle non è certo l'ultimo arrivato; anche se fa cinema da relativamente poco (1995 il primo) ha sfornato film del calibro di Trainspotting ('96), la pellicola simbolo in fatto di droga, che in merito ha detto e mostrato tutto ed anche di più, e la cui scena del bambino che cammina sul soffitto è uno stra-cult alla pari, chessò, dello spider-walk dell'Esorcista. Ha mai vinto un Golden Globe, Trainspotting? No. Figurarsi quattro. The Beach (2000), massacrato da critica e pubblico quando uscì, col tempo rivalutato, oggi quasi un bel film. 28 giorni dopo (2002), horror realizzato con quattro soldi che dopo quarant'anni di zombies romeriani inaugura finalmente un nuovo genere di non morti mescolandoli con i vampiri. Vabè, è un film di genere. Però. Sunshine (2007), un fantascientifico come non se ne vedevano dai tempi di Alien ed Abyss (per non scomodare Kubrick) - praticamente ignorato, passato inosservato come fosse trasparente. Non ha vinto niente di niente, non un premio che fosse uno, nemmeno una coccarda ad una sagra di paese.

Ed eccoci oggi a The Millionaire la storia di un ragazzo cresciuto nelle favelas indiane, del fratello teppistello e della sua bella da salvare. Una storia come ne sono state raccontate tante se non fosse che il tutto ruota intorno alla puntata de "Il Milionario" versione indiana, con un presentatore tanto bastardo quanto poco credibile: sarà che siamo abituati a Gerry Scotti ma questo sembra il gemello di Kurt Russell. I poliziotti da aguzzini si trasformano in pochi minuti in giornalisti, utili a farci raccontare la vita del giovane slumdog attraverso le domande dello show. Espedienti, questo sono, per giustificare due ore di biografia tutto sommato poco interessante. Certo, l'infanzia difficile, la povertà, le torture, la mamma che prende fuoco, sono tutte tristezze che fanno pensare, ma sono anche quel genere di cose che fanno presa sulle masse tendenzialmente avvezze a farsi abbagliare da sentimenti preconfezionati, specie se in una struttura narrativa originale. Spogliato della peculiarità del quiz televisivo e della sempre ottima regia di Boyle, quel che rimane è niente di nuovo sotto il sole.

sei e mezzo

5 commenti:

# cinemasema 13/01/09, 12:34  

Purtroppo non sono riuscito ancora a vederlo. Spero di poterlo apprezzare.


# Blada 13/01/09, 13:12  

Non mi pareva così poco interessante, né per il cosa, né per il perché si raccontava (forse il come dopo un pochino è un po' ripetitivo...) Secondo me si merita più di sei e mezzo. E dire che abbiamo visto insieme pure questo :P


# AmosGitai 16/01/09, 11:32  

Urca... sei stato così severo nel voto!
Beh... rispettabile!


# liuis 17/01/09, 03:18  

Anche il tuo voto è rispettabile Amos. Ho letto la recensione nel tuo blog e la trovo pertinente. Prova questa che i giudizi nel cinema tendono all'oggettività ma restano (ed è giusto che sia così) inesorabilmente soggettivi.


# J. Doinel 03/04/09, 23:12  

sono d'accordo sul presentatore veramente surreale, il film ovviamente è stato stra-sopravvalutato dall'academy.




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